Sala delle Stilate


La sala delle stilate, considerando l’articolazione dello spazio conventuale che fa capo al chiostro, è un vano anomalo e di destinazione incerta: di solito nei conventi il luogo dove è ubicata la sala era riservato al parlatorio e le dimensioni e la struttura riconducono invece ad un magazzino, il quale nel corso dei secoli successivi sarebbe stato ingombrato di muri di divisione e separazione funzionali alle nuove esigenze d’uso. La tecnica costruttiva è a pilastri lignei controventati accompagnati da tamponature che sorreggono un doppio ordine di travi ed un semplice tavolato. Proprio l’utilizzo di questa tecnica costruttiva, documentata nell’area ferrarese e bolognese nei secoli precedenti al XIV, mette in dubbio le reali funzioni della sala: se la struttura lignea fosse stata costruita con l’intenzione di tamponare gli spazi avrebbe avuto maggior semplicità di forma, senza la rastremazione del pilastro ed il plinto in pietra; inoltre la struttura risulta rustica se messa a confronto con tutte le altre carpenterie lignee dello stesso periodo superstiti nel convento, lavorate in modo raffinato e dotate di decorazioni secondo il gusto e l’uso del momento.

Il perché di un magazzino in questa posizione privilegiata, nel primo e più importante chiostro tra ambienti raffinatamente decorati rimane non chiaro.  Purtroppo neppure i lavori di restauro di fine ‘900 forniscono una risposta a questo interrogativo, anzi ne sollevano altri rilevando un’incongruenza tra le fondamenta ritrovate e i muri segnalati nei disegni.

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