Il Refettorio


Il refettorio fu edificato insieme al chiostro al tempo degli interventi dell’abate Guido, ricadendo nella fase edilizia del XI secolo. Le fasce in cotto compongono un motivo decorativo simile a quella dell’atrio della Chiesa, ma il disegno nel quale prevalgono le raffigurazioni di animali non sempre collegati da tralci, sembra disordinato, come se fosse il risultato di rimaneggiamenti di pezzi diversi e di diversa qualità. L’immagine globale risulta inoltre meno morbida ed elaborata rispetto alle formelle dell’atrio, per la realizzazione del quale, molto probabilmente si usarono le maestranze migliori.

Intorno al 1320 l’intera struttura venne sopraelevata di circa 1.60 metri, alla quale furono aggiunte finestre a doppia strombatura ad arco acuto e una nuova copertura in legno a capriate con doppio monaco e manto in legno. L’attività di sopraelevazione è ancora chiaramente rintracciabile e quantificabile, grazie alla presenza nella parete all’altezza di  4.80 metri di una parte del dormiente di legno sul quale si appoggiavano le capriate della struttura precedente. Le pareti all’interno dell’edificio furono successivamente rinnovate intorno al 1318 dall’ignoto maestro del refettorio, forse Pietro da Rimini.

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